MACCHIA NERA | ARCHIVIO KODE
LA MACCHIA NERA Philip ROTH - RENDERSI INVISIBILI
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LA PASSWORD SI SVELA DAL MOMENTO IN CUI SARAI COSCIENTE DEL MONDO

Guarda attraverso l'offuscamento. La risposta è già lì. Ciò che sembra illeggibile è solo in attesa di essere nominato. Identifica il soggetto. Rimuovi la censura.

PROTOCOLLO (ABOUT) ARCHIVIO FONTI
PROTOCOLLO MACCHIA NERA: L'ARCHIVIO DELL'INVISIBILE

A cura di Davide Corda e Giacomo Guerra.

ABSTRACT

Questo progetto utilizza la struttura narrativa de "La Macchia Umana" di Philip Roth per analizzare una delle più gravi patologie della società contemporanea: il determinismo sociale e la condanna dell'origine.

IL CONTESTO: LA SORVEGLIANZA DELL'IDENTITÀ

Negli Stati Uniti, l'ICE (Immigration and Customs Enforcement) gestisce programmi come l'ISAP (Intensive Supervision Appearance Program), che monitorano oltre 190.000 persone attraverso cavigliere elettroniche, riconoscimento facciale e app di tracciamento. Questa è la realtà distopica in cui viviamo: un sistema che riduce l'individuo a un dato biometrico da catalogare, una "macchia" da tracciare.

Coleman Silk, il protagonista di Roth, scelse di uccidere la sua identità nera per diventare libero. Oggi, milioni di persone si trovano di fronte allo stesso bivio esistenziale: essere intrappolati in un'identità che la società criminalizza alla nascita, o tentare di diventare invisibili per sopravvivere.

L'OPERAZIONE: CANCELLARE PER RIVELARE

Il nostro sistema inverte la logica della sorveglianza. Se l'ICE traccia per controllare, noi oscuriamo per liberare. Le immagini presenti nell'archivio sono trattate digitalmente per rimuovere i tratti somatici che generano il pregiudizio razziale. La censura grafica (il "black out") diventa paradossalmente uno strumento di pulizia: rimuoviamo lo stigma, laviamo via la "colpa" dell'origine, restituendo al soggetto la possibilità neutra di autodeterminarsi.

L'OBIETTIVO

Vogliamo porre una domanda fondamentale: la libertà è possibile solo attraverso la negazione di sé? In un mondo ossessionato dalla trasparenza e dall'identificazione, l'anonimato diventa l'ultimo rifugio dei diritti umani. Questo archivio è un monumento a chi è costretto a cancellarsi per poter esistere.

ISIA Urbino - Corso "Laboratorio di Sintesi Finale" a cura di Luca Pitoni